Postato in data 15 Aprile 2008 da Enrico
Oggi possedere un’auto attempata può non essere più un impaccio; ovviamente ammesso che la si voglia considerare come un cimelio da custodire e conservare, e non come un’automobile da continuare a utilizzare per gli spostamenti quotidiani ad oltranza.
Le norme ambientali entrate in vigore negli ultimi anni in molte zone d’Italia rendono le automobili con appena più di dieci anni d’età praticamente fuorilegge per lunghi periodi dell’anno in cui non sono autorizzate alla circolazione a causa dell’alto tasso di emissioni nocive. Tutto ciò rende queste auto pressoché inservibili, a meno di non avere la voglia e la possibilità di convertirne l’alimentazione a gpl o a metano.
Quando invece l’automobile in questione ha più di vent’anni di immatricolazione alle spalle è già considerabile auto storica, una condizione che si raggiunge tramite l’esame del veicolo di una commissione di esperti dell’ASI (Automotoclub Storico Italiano) che valutano se l’automezzo corrisponde ai requisiti minimi del regolamento tecnico del club (e previa l’iscrizione del proprietario all’ASI).
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Postato in data 22 Novembre 2007 da Enrico
Com’era logico aspettarsi l’uscita della nuova Fiat 500 ha risvegliato la passione mai sopita degli italiani per la vera 500, quella prodotta tra il 1957 e il 1975. Del resto il successo travolgente delle prenotazioni per il nuovo modello di casa Fiat è dovuto soprattutto alla forte somiglianza estetica col vecchio modello: linee tonde e compatte capaci di suscitare ricordi e malinconie negli automobilisti più maturi, ma anche la curiosità dei più giovani.
Non so se avete anche voi la stessa mia sensazione, ma mi sembra che negli ultimi mesi tutti quelli che hanno in garage una vecchia 500 si siano decisi a toglierla dalla polvere e l’abbiano rimessa in sesto; gli avvistamenti delle vecchie 500 per le strade della penisola infatti sembrano moltiplicarsi di giorno in giorno.
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Postato in data 24 Ottobre 2007 da Enrico
Credo che ognuno di noi abbia un debole per un’automobile del passato. Una forma su quattro ruote che evoca ricordi, emozioni, profumi e sensazioni rimaste ancorate a quella parte del cervello dove si immagazzinano i ricordi belli, quelli del nostro passato più felice, a volte venato di una sottile malinconia dei tempi andati.
Ecco… io confesso che la macchina che mi fa questo effetto è la Fiat 850.
Immagino le vostre facce, equamente divise tra gli spiazzati-interrogativi e i sorridenti-rimembranti.
In effetti la Fiat 850 – che da qui in avanti mi limiterò a chiamare semplicemente “la Mitica” - è una di quelle auto che, a guardarle a ben oltre i 35 anni di distanza dalla sua uscita di produzione (luttuoso evento avvenuto nel 1971) suscita due tipi di emozione: una cordiale indifferenza o una ammirata nostalgia.
Per essere bella era bella; con quelle sue forme rotonde ma seriose era la berlina per tutti, economicamente accessibile, sobria e spaziosa. Quel suo cruscotto così spartano, ma con un contachilometri ampio, dai numeri enormi; per non parlare di quei sedili liscissimi in finta pelle.
Poi uscirono anche le versioni Coupè e Spider, ma personalmente il fascino della “Mitica” era legato indissolubilmente alla inconfondibile linea della versione Berlina e Special.

La “Mitica” auto dei ricordi di ciascuno di noi è legata spesso a piccoli eventi personali, come la prima automobile di proprietà, quella con cui si sono fatte le “notti brave” con gli amici, oppure quella dentro cui si è fatto l’amore per la prima volta.
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